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Channel: Professione Donna

Schema per il punto croce: Quadretto per la Prima Comunione_6

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Quadretto da realizzare a punto croce in occasione della Prima Comunione.  Da appendere nella cameretta o da regalare ai parenti come ricordo di un giorno così bello. L'immagine mostra l'anteprima dello schema.

Punti dello schema 250 x 309  (il numero di punti impiegati è determinato dalla migliore qualità dell'immagine)

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Schemi per il punto croce : L'Angelo custode

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Schema da realizzare a punto croce con l'immagine dell'Angelo Custode
L'immagine mostra l'anteprima del quadro completato a punto croce.

I punti dello schema : 300 x 371
 (il numero di punti impiegati è determinato dalla migliore qualità dell'immagine)

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Schema a punto croce: Annunciazione_1

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Schema da realizzare a punto croce
con una bellissima immagine dell'Annunciazione.  L'immagine mostra l'anteprima del lavoro terminato

I punti dello schema: 300 x 451
(il numero di punti impiegati è determinato dalla migliore qualità dell'immagine)

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Schema per il punto croce: Sacra Famiglia_5

Le nostre piante

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Un regno verde

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Che cosa sono le piante?


Se chiediamo ad un bimbo cosa sono le piante, ci risponderà che sono i fiori: le margherite e le viole che sbocciano a primavera... e ci dirà anche che sono gli alberi. Se lo chiediamo ad un poeta ci risponderà per le rime:

Il mazzo di fiori

Che fai laggiu' bambina
Con quei fiori appena colti
Che fai laggiu' ragazza
Con quei fiori seccati fiori
Che fai laggiu' bella donna
Con quei fiori che appassiscono
Che fai laggiu' gia' vecchia
Con quei fiori che muoiono
Aspetto il vincitore.
Jacques Prevert 


Oppure decanterà la bellezza dei fiori definendoli capovalori di eleganza voluti da un Genio straordinariamente sapiente, capace di accostare forme, colori e profumi in modo così grandioso, vario e perfetto nello stesso tempo, da incantare l'umanità intera.

Se facciamo la stessa domanda ad un botanico, egli ci risponderà che le piante sono quegli organismi viventi che nel loro complesso costituiscono il Regno dei Vegetali. 


Dunque le piante sono esseri viventi perchè come tali esse repirano, si nutrono, si riproducono, risentono della luce e del buio, del caldo e del freddo e di tutti i fenomeni naturali che si manifestano nell'ambiente in cui vivono. 


  
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I vegetali come vivono?

Previous Un regno verde
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I vegetali sono presenti ovunque sulla terra, escludendo ovviamente i crateri infuocati dei vulcani, gli strati profondi dei ghiacciai, e tutti quei luoghi dove la vita non è possibile. Essi, per vivere, hanno bisogno di acqua, aria e luce... tre elementi, comunque non necessari a tutte le forme di vita, infatti i funghi e le muffe possono vivere anche al buio sottoterra, nelle grotte e nelle cantine umide; mentre alcuni batteri come quelli del tetano, vivono e si riproducono anche in assenza di aria o meglio di ossigeno.

L'unico elemento di cui tutti i vegetali hanno bisogno è l'acqua, questo particolare spiega l'assenza o la povertà floristica dei deserti sabbiosi, ove l'acqua manca quasi del tutto almeno in superficie.

Come usufruiscono dell'acqua i vegetali?

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I vegetali più evoluti usufruiscono dell'acqua assorbendola dal suolo attraverso le radici, per quanto riguarda i vegetali minori, quelli che non presentano un vero e proprio apparato radicale, quali i funghi i licheni e i muschi, l'assorbono dal terreno, dalle cortecce su cui vivono, dalle rocce fra le cui fenditure si fissano per mezzo di rizòidi, ossia per mezzo di sottili filamenti che hanno funzioni assorbenti affini a quelle delle radici vere e proprie. 


Vegetali semplici e vegetali complicati

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La dimensione delle cose non determina la semplicità o la complessità degli oggetti, un piccolo orologio ha nel suo interno un meccanismo tanto complicato quanto quello di una grossa sveglia. La stessa cosa accade anche negli esseri viventi e nelle piante le cose si ripetono: nei semi , piccoli e semplici senza vita apparente, esiste sia potenzialmente che strutturalmente la pianta futura. Ogni seme contiene un embrione il quale non appena le condizioni dell'ambiente divengono propizie, germoglia. Una parte si dirigerà verso il basso e si trasformerà in radice, l'altro - l'apice- si svolgerà in foglioline.

Ci sono però piante, come le felci, i muschi, i licheni, i funghi, e le alghe, che non producono semi, non presentano fiori ma sono comunque provvisti di speciali organi paragonabili a frutti in cui sono contenute le spore. Questi corpiccioli sono microscopici spesso costituiti da una sola cellula, eppure anche le spore cadendo sul terreno umido germinano e danno luogo ad altrettanti individui vegetali uguali a quello che le ha prodotte. Dalla spora di felce nascerà una felce arborescente alta anche più di un uomo. Da una spora di muschio avrà vita un tappetino di borracina fresca, color smeraldo.

Come possiamo notare, quindi, che sia un seme o una minuscola spora, non ha importanza, racchiudono tutti e due al loro interno un avvenire di vita vegetale.


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Classificazione delle piante

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La classificazione delle piante si basa sia sull'aspetto esterno che sulla modalità di riproduzione della pianta stessa. In primis troviamo le alghe, esse vengono considerate piante "semplici" in quanto non ancora dotate di radici, fusto e foglie.Il loro corpo, chiamato tallo, è verde per la presenza della clorofilla. Compiono quindi la fotosintesi clorofilliana e si procurano l’acqua , i sali minerali e l’anidride carbonica assorbendoli direttamente attraverso le cellule del loro corpo.
Le alghe possono essere rosse se contengono un pigmento di colore rosso, e sono quasi tutte marine, brune se il pigmento è di colore giallo-bruno, queste alghe vivono lungo le coste rocciose. Infine troviamo le alghe verdi, contenenti esclusivamente clorofilla, queste alghe vivono un pò ovunque, nel mare, nelle acque dolci, sui terreni umidi, sulle rocce.


Proseguendo nella classificazione delle piante troviamo le briofite, muschi ed epatiche. Esse presentano una primitiva forma di radice, detta rizoide, e un fusticino fornito di lamine verdi, foglioline primitive. Non contengono vasi per la circolazione della linfa e quindi l’acqua e i sali minerali vengono assorbiti dalle singole cellule. Pur vivendo sulla terraferma, per la riproduzione  dipendono dall’acqua che trasporta le loro cellule riproduttive.


Infine ci sono le tracheofite, che sono dette piante “superiori”, in quanto sono caratterizzate da una differenziazione in radice, fusto e foglie, e dalla presenza di un sistema vascolare per il trasporto della linfa.
Le tracheofite si suddividono in pteridofite e spermatofite. Le prime comprendono felci, equiseti e licopodi.

In queste piante, nella pagina inferiore delle foglie, si trovano i sori, che quando maturano, emettono le spore. Queste cadendo nel terreno, germinano e danno origine al protallo, in cui si trovano i gameti maschili e i gameti femminili. I gameti maschili in presenza di acqua raggiungono “a nuoto” i gameti femminili e dalla loro fecondazione si origina sul protallo la nuova piantina.
Siamo arrivati così alle spermatofite cioè le piante che hanno il fiore e che sono i vegetali più evoluti. Queste piante hanno una riproduzione esclusivamente sessuata e affidata all’organismo riproduttivo per eccellenza: il fiore.


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Le spermatofite

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Le spermatofite (dal greco,”pianta con semi”) sono le piante più evolute, ad esse appartengono due raggruppamenti , le gimnosperme (conifere) e le angiosperme (tipicamente tutte le piante con i fiori).
Le gimnosperme sono piante il cui fiore non ha gli organi riproduttivi ma squame maschili che contengono il polline  e squame femminili che contengono gli ovuli. Queste squame danno al fiore la classica forma di cono.
Dopo la fecondazione, mancando l’ovario, il seme che si forma non viene racchiuso dal frutto, ma è nudo. Per proteggerlo le squame femminili si chiudono ermeticamente, formano una sostanza resinosa, si induriscono e si trasformano in pigna.


Questa pigna si riaprirà solo quando il seme maturo sarà pronto per la disseminazione.

Le angiosperme sono le piante che producono fiori dai mille colori, in queste piante si ha un ciclo riproduttivo che si compie in quattro fasi:
  1. l‘impollinazione: il polline deve raggiungere  il pistillo e posarsi sullo stimma;
  2. la fecondazione: il polline dallo stimma raggiunge l’ovulo e fecondandolo dà origine al seme;
  3. la disseminazione: il seme maturo deve posarsi sul terreno;
  4. la germinazione: in condizioni adatte, dal seme si origina la nuova piantina.

Per meglio comprendere il processo di riproduzione è necessario conoscere le varie parti che compongono il fiore: il gambo che lo sostiene è detto peduncolo, il fiore è formato da foglie modificate: i sepali verdi, che formano il calice, e i petali che formano la corolla, ed  all’interno della corolla troviamo gli organi più importanti quelli che servono per la riproduzione.
Il pistillo, organo riproduttivo femminile, fomato da una parte inferiore un pò rigonfia detta ovario, in cui si trovano gli ovuli (gameti femminili), dallo stilo e dalla parte terminale, lo stimma; gli stami, organi riproduttivi maschili, formati da un filamento che termina con un piccolo rigonfiamento, l’antera, dove si trova il polline (gameti maschili).




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Il ciclo riproduttivo

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Nelle piante superiori, munite di fiori,la riproduzione avviene mediante l'unione della cellula maschile con quella femminile, situate in parti distinte del fiore. Questo evento prende il nome di "impollinazione", ma il polline non ha movimento proprio e per raggiungere il pistillo si affida, in vari modi, alla natura e agli altri esseri viventi.

La seconda fase è la "fecondazione", raggiunto lo stimma, il polline sviluppa il tubo pollinico, penetra nell'ovario, raggiunge l'ovulo e lo feconda. Gli ovuli fecondati si trasformano in semi che contengono e proteggono l'embrione, una vera piantina in miniatura con radichetta, fusticino e foglioline.

Il terzo stadio prevede la "disseminazione", il seme per svilupparsi deve allontanarsi dalla pianta madre alla ricerca di ambienti e condizioni favorevoli. La disseminazione può avvenire in vari modi. I semi possono essere trasportati dal vento, dall'acqua o dall'uomo. Possono essere anche sparati con forza dalla pianta stessa come nel caso del cocomero asinino.
Il cocomero asinino che "spara" i suoi semi.


Ultima fase è la "germinazione", trasportato nell'ambiente adatto, non appena le condizioni esterne sono favorevoli, il seme germina, cioè dall'embrione si sviluppa la nuova pianta, inizialmente piccolissima, che produce subito delle foglioline e si nutre delle sostanze di riserva contenute nel seme. Poi continuando a crescere, la piantina sviluppa le sue radici e forma altre foglie che attraverso la fotosintesi producono il nutrimento necessario.


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      Come si lavora a maglia

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      Il lavoro a magliaè una delle occupazioni più utili, piacevoli e distensive. Superate le difficoltà iniziali, si può chiacchierare, sorvegliare i bambini, ascoltare la radio, guardare la televisione, senza interrompere il lavoro. I risultati sono di grande soddisfazione perchè i capi che si ottengono son pratici, eleganti e nello stesso tempo economici. Quanto alle difficoltà, non sono poi molte, tutte superabili con un poco di pazienza e di buona volontà. Supponendo di avere queste due virtù, passiamo a scegliere i ...ferri del mestiere.
      E in questo caso si tratta veramente di "ferri".

      Per lavorare a maglia si possono usare due o cinque ferri. Nel primo caso si useranno ferri lunghi circa 40 cm, con un pomello all'estremità e si otterrà un tessuto piano. Nel secondo caso si adopereranno ferri sensibilmente più corti, con la punta a tutte e due le estremità, e si otterrà un tessuto tubolare: è un tipo di lavorazione molto utile in particolari casi (calze, guanti, maglieria intima). Altro tipo di ferri sono quelli circolari. 







      Acquistando i ferri, bisogna non lasciarsi tentare dal fare economia: si devono scegliere i migliori, che saranno perfettamente lisci, leggeri, con la punta slanciata e arrotondata. In commercio se ne  trovano di diverso materiale, sta al nostro gusto personale scegliere quello che più ci piace. Da ricordare solo che i ferri di alluminio sono i più versatili perchè le maglie scorrono più facilmente, sono leggeri e facili da maneggiare,
      e, se leggermente colorati, sono gradevoli agli occhi. Il numero del ferro indica in millimetri il diametro dell'ago. Più la lana è sottile, più sottile dovrà essere il ferro, e man mano più grosso a seconda della grossezza della lana.

      Ma quali ferri usare per i vari filati di lana? Niente paura, dobbiamo sapere che sulla fascetta dei gomitoli o delle matasse delle lane sono indicati i ferri più adatti per la loro lavorazione. A ogni modo è sempre consigliabile fare un campione del lavoro da iniziare, e sostituire eventualmente i ferri con altri più grossi o più sottili, se non si è ottenuto il risultato desiderato. Questo perchè non tutte le  persone tendono il filo nello stesso modo, per cui con filato e ferri uguali si possono ottenere risultati diversi.

      Accessori per il lavoro a maglia-
      Esistono molti accessori per il lavoro a maglia, ciascuno ideato per facilitare un certo lavoro. Alcuni arnesi sono indispensabili. Per esempio l'uncinetto e gli aghi da lana e da tappezzeria, le forbici per tagliare i fili che spuntano, gli spilli e il metro a nastro, ecc.. ecc..altri sono utili. Ma vediamo insieme quali sono gli accessori che non devono mancare nel cestino da lavoro.

      (clicca sull'immagine per ingrandirla)

      Ed ora che abbiamo tutto...ferri e lana...non ci resta che iniziare. 


      Nozioni di base per imparare a lavorare a maglia




      Inizio del lavoro a maglia:"all'italiana"

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      fig 1

      1) Mettete un ferro sotto il braccio destro (per averlo pronto al momento giusto) indi svolgete dal gomitolo un tratto di lana pari a circa tre volte la lunghezza del lavoro che volete avviare. Quindi con la mano sinistra prendere il filo sciolto e tenetelo fermo stringendolo tra il palmo e le ultime due dita, poi, servendovi della mano destra, fatelo passare intorno al pollice e all'indice della sinistra.

      fig. 2
      2) Con la mano destra tenete teso il filo e fatelo incrociare con la parte tesa tra l'indice e il pollice, girando opportunamente la mano sinistra. Il filo proveniente dal gomitolo dovrà rimanere al "di sotto" del ferro.

      fig. 3
      3) Guidando il ferro con la destra, infilate la punta nel tratto tra il medio e l'incrocio, con movimento da sinistra a destra. Con la destra gettate il filo del gomitolo intorno alla punta del ferro, passando da sotto in su.

      fig. 4

      4) Infine, con l'indice e il medio della sinistra fate uscire con delicatezza dal ferro il cappio ottenuto, lasciando su di esso il filo buttato con la destra. Abbiate cura, durante le operazioni, di tenere il filo ben teso.

      fig. 5
      5) Tirate il filo di sinistra. e avrete la prima maglia. Per le seguenti maglie, fate nello stesso modo, fino a ottenere il numero di maglie necessario.


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      Lavoro a maglia: inizio per orlo tubolare

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      Questo sistema serve per iniziare un orlo molto cedevole e resistente, o in cui va infilato un elastico (braghette, calzettoni, ecc). Si continua poi con la maglia tubolare.
      Avvertenza:è bene affrontare questo sistema dopo essersi impratichite con l'inizio all'italiana. Montate la prima maglia formando un cappio. Poi procedete come illustrato nella sequenza di immagini più in basso. Con quattro movimenti monterete ora due maglie, esclusa quella iniziale. Ripetete i quattro movimenti, badando di non interrompere il lavoro durante le operazioni, perchè i punti non sono legati come nel sistema all'italiana, e rischiereste di dover ricominciare daccapo. Alla fine il filo che avete usato con la mano sinistra potrà essere sfilato per lasciare all'orlo tutta la sua elasticità.

      Tenendo il gomitolo sulla destra, svolgete del filo sufficiente abbastanza da formare le maglie che vi occorrono per il lavoro che dovete svolgere e che verrà preso con la mano sinistra. Quindi preparate la prima maglia formando un cappio come illustrato di seguito.


      Si procede nel seguente modo: piegare un anello a 15 cm dall'estremità del filo; inserire il ferro sotto il pezzo corto, estrarre una maglia e tirare.

      Una volta pronta la prima maglia si applica il metodo di avvio tubolare, come segue:
      fig. 1
      1) Il filo tenuto con la mano destra viene fatto passare sotto la punta del ferro e viene in questo modo a trovarsi sulla sinistra.

      fig. 2
      2) Il filo svolto dal gomitolo e tenuto con la mano sinistra deve essere avvolto sul ferro facendolo passare prima sopra e poi sotto.

      fig. 3

      3) Il filo, che fa capo al gomitolo, tenuto con la mano destra va fatto passare sotto la punta del ferro con movimento da sinistra a destra.

      fig 4
      4) Il filo tenuto con la mano sinistra ripete il movimento illustrato nella fig. 2. Così avremo ottenuto il primo punto.


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        Metodo di avviamento con due ferri: "avviamento a maglia diritta"

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        Il metodo a maglia diritta consiste nel formare ciascuna nuova maglia lavorandola a diritto poi trasferendola sul ferro sinistro. La cimosa è versatile e morbida se si lavorano le maglie dal davanti, più solida se si lavorano dal dietro. E' adatta per aggiungere maglie su un lato o completare un occhiello.


        La prima cosa da fare è formare la prima maglia utilizzando un cappio che viene eseguito come spiegato di seguito.

        Tenendo il gomitolo sulla destra, svolgete del filo sufficiente abbastanza da formare le maglie che vi occorrono per il lavoro che dovete svolgere e che verrà preso con la mano sinistra. Si procede nel seguente modo: piegare un anello a 15 cm dall'estremità del filo; inserire il ferro sotto il pezzo corto, estrarre una maglia e tirare.




        Quindi procedete con il metodo scelto, in questo caso "l'avviamento con due ferri a maglia diritta"
        .
        fig. A
        fig. B












        Tenere il ferro con il cappio nella sinistra. Inserire il ferro destro e avvolgervi intorno il filo (A); ritirare il filo attraverso il cappio per formare una nuova maglia, ma non lasciar cadere la prima (B). Trasferire la nuova maglia sul ferro sinistro e lavorarla a diritto. Procedere così fino al completamento delle maglie necessarie.



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        Metodo di avviamento con due ferri: "avviamento intrecciato"

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        L'avviamento intrecciato si esegue nello stesso modo di quello a maglia diritta, ma per ciascuna nuova maglia s'inserisce il ferro tra le due maglie precedenti. Il margine che ne risulta è decorativo ed elastico, perfettamente adatto alle coste. Le maglie dovrebbero essere prese dal davanti soltanto.

        La prima cosa da fare è formare la prima maglia utilizzando un cappio che viene eseguito come spiegato di seguito.

        Tenendo il gomitolo sulla destra, svolgete del filo sufficiente abbastanza da formare le maglie che vi occorrono per il lavoro che dovete svolgere e che verrà preso con la mano sinistra. Si procede nel seguente modo: piegare un anello a 15 cm dall'estremità del filo; inserire il ferro sotto il pezzo corto, estrarre una maglia e tirare.




        Quindi procedete con il metodo scelto, in questo caso: " Metodo di avviamento con due ferri: "avviamento intrecciato".


        fig A
        fig. B













        Fare il cappio e la prima maglia come nel metodo a maglia diritta. Per ogni nuova maglia, inserire il ferro destro tra due maglie; avvolgere il filo intorno al ferro come per lavorare a diritto (A). Ritirare una nuova maglia, poi trasferirla sul ferro sinistro.

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        L'avviamento semplice è fatto con un ferro e una lunghezza di filo. Forma una cimosa delicata, adatta al bordo di un orlo o per i punti pizzo. E' un metodo molto facile, ma, occorre molta attenzione nel lavorare il primo ferro. Per una principiante, l'avviamento doppioè il più facile.



        (clicca sull'immagine per ingrandire)
        fig. 1                                            fig. 2                             fig. 3 

        1) Fare il cappio sul ferro tenuto dalla mano destra. Avvolgere il filo del gomitolo intorno al pollice sinistro, poi afferrare il filo tra il palmo e le ultime dita.
        2) Voltare il pollice, dorso verso di sé; inserire il ferro dal davanti verso il dietro attraverso l'anello che si è formato.
        3) Far scivolare il pollice fuori dall'anello e tirare giù il filo per stringerlo intorno al ferro. Ripetere le fasi 2-3.



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        Metodo di avviamento con un ferro: "avviamento doppio"

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        L'avviamento doppio è fatto con un ferro e una doppia lunghezza di filo; lo si inizia a una determinata distanza dall'estremità del filo, calcolando 2,5 cm per ciascuna maglia. E' adatto a qualsiasi punto che non richieda un margine leggero. E' particolarmente indicato per le principianti.
         
         
         
        fig 1 
        fig.2 

        fig. 3

        1) Fare il cappio a una certa distanza dall'estremità del filo. Avvolgere il filo corto sul pollice sinistro, l'altro sull'indice; tenere i due capi tra le ultime dita.
        2) Infilare il ferro in su attraverso l'anello sul pollice, poi afferrare il filo dall'indice (v. freccia) e ritirare un anello sul ferro. 
        3) Lasciare libero l'anello del pollice; stringerlo sul ferro tirando il filo corto in avanti con il pollice. Ripetere le fasi 2 e 3.


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        Metodo di avviamento con un ferro: "avviamento a catenella"

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        L'avviamento a catenella è fatto con un ferro e due lunghezze di filo; un filo forma la base, l'altro viene avvolto intorno ad essa. Se lasciato intatto, il margine è molto flessibile. Se si toglie il filo che forma la base, si possono raccogliere le maglie per lavorarle o cucirle a punto maglia.



        (clicca sull'immagine per ingrandirla)
                        fig 1.                                fig. 2                                 fig,. 3      

        1)
        Fare un cappio con il filo di base (chiaro), poi con il filo di avviamento (scuro). Prendere il filo della base sul pollice e il filo d'avviamento sull'indice; stringere. 
        2) Avvolgere il filo di avviamento intorno al ferro, dal davanti verso il dietro, il filo di base dal dietro verso il davanti. 
        3) Avvolgere il filo di avviamento intorno al ferro, dal davanti verso il dietro. Tirare giù i fili. Ripetere le fasi 2-3 



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        (clicca sulle immagini per ingrandirle)
        fig. 1                                                          fig 2

        1) Tenere il ferro con le maglie nella mano sinistra. La prima maglia dovrebbe essere a circa 2 cm dalla punta. Avvolgere il filo intorno al mignolo della mano destra. sotto l'anulare e il medio e sopra la punta dell'indice, allontanandolo di circa 5 cm dalla prima maglia sul ferro.
        2) Tenendo il filo dietro al lavoro, * inserire il ferro destro nel davanti della prima maglia, da sinistra verso destra (la punta del ferro si dirige verso il dietro). Con l'indice destro, portare il filo in avanti sotto il ferro destro e indietro sopra di esso (v. il particolare a destra).

        fig. 3                                                          fig. 4

        3) Ritirare in avanti l'anello sul ferro destro attraverso la maglia, contemporaneamente spingendo la maglia sul ferro sinistro verso la punta. (con l'abilità che nasce dalla pratica, questi due movimenti si coordineranno in modo armonioso e la velocità del lavoro aumenterà).
        4) Far scivolare via la prima maglia dal ferro sinistro. La nuova maglia rimane sul ferro destro. * Ripetere i passaggi tra gli asterischi rossi, spingendo le maglie del ferro sinistro in avanti con il pollice, l'indice e il medio, spostando indietro le maglie sul ferro destro con il pollice.

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        Il metodo di controllo del filocon la sinistraè comune a molti Paesi europei e orientali. In questo metodo, comunemente noto come metodo tedesco, l'azione principale è quella di raccogliere il filo dall'indice sinistro per portarlo sul ferro destro. La tensione è controllata dalle ultime due dita e dall'indice che si allontana per stringere il filo dopo che il ferro è passato sotto.



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        fig. 1                                                        fig. 2 

        1) Tenere il ferro con le maglie nella mano destra e avvolgere il filo intorno al ferro sopra la sinistra, premendolo tra il 4° e il 5° dito, sotto le due dita accanto, sopra la punta dell'indice poi intorno a esso ancora una volta. Il filo dovrebbe estendersi 5 cm dalla prima maglia. 
        2) Trasferire il ferro con le maglie nella mano sinistra e allontanare leggermente l'indice, tirando il filo dietro al ferro. Spingere la prima maglia in su, vicino alla punta. * Inserire il ferro destro nel davanti della prima maglia da sinistra verso destra (la punta del ferro si dirige verso il dietro).

        fig. 3                                                                fig.4

        3) Torcere il ferro destro e tirare la punta sotto il filo per ritirare un anello attraverso la maglia. Contemporaneamente, spingere la maglia sul ferro sinistro verso la punta. (Con la destrezza che nasce dalla pratica, questi due movimenti si coordineranno in modo armonioso.)
        4) Lasciar scivolare via prima la maglia dal ferro sinistro. La nuova maglia rimane sul ferro destro.* Ripetere i passaggi tra gli asterischi rossi, spingendo le maglie in avanti sul ferro sinistro con il pollice e il medio. spingendo indietro le maglie sul ferro destro con il pollice.


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        Come si lavora la maglia rovescia con la mano destra

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        La maglia rovesciaè l'inverso della maglia diritta. Essa appare come un semicerchio orizzontale, mentre la maglia diritta è verticale e piatta. Nella formazione della maglia rovescia, i movimenti sono  l'inverso di quelli usati per formare la maglia diritta: il ferro entra nel davanti della maglia, da destra verso sinistra. e il filo, tenuto davanti al lavoro, viene buttato sul ferro e riportato in avanti.


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        fig.1                                                                    fig.2
        1) Tenere il ferro con le maglie nella mano sinistra. La prima maglia dovrebbe essere a circa 2 cm dalla punta. Avvolgere il filo intorno al mignolo della mano destra, sotto l'anulare e il medio e sopra la punta dell'indice, allontanandolo di circa 5 cm dalla prima maglia sul ferro. 
        2) Tenendo il filo davanti al lavoro, * inserire il ferro destro nel davanti della prima maglia da destra verso sinistra (la punta del ferro si dirige un po' in alto). Con l'indice destro riportare il filo dietro sopra il ferro destro, poi in avanti e sotto di esso (v. immagine sopra a destra).

        fig.3                                                                     fig. 4
        3) Ritirare indietro l'anello sul ferro destro attraverso la maglia, contemporaneamente spingendo la maglia sul ferro sinistro verso la punta. (Con la destrezza che nasce dalla pratica, questi due movimenti si coordineranno in modo armonioso). 
        4) Lasciar scivolare via la prima maglia dal ferro sinistro. La nuova maglia rimane sul ferro destro. * Ripetere i passaggi tra gli asterischi rossi, spingendo le maglie in avanti sul ferro sinistro con il pollice. l'indie e il medio. spingendo indietro le maglie sul ferro destro con il pollice.


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        Per formare la maglia rovescia con la mano sinistra, si tiene teso il filato con l'indice sinistro mentre si raccoglie un nuovo anello con ferro destro. Questo movimento è facilitato da una torsione in avanti del polso per liberare il filato, e dal tenere ferma la maglia che si sta lavorando con il pollice. Lo spostamento del filato dalla posizione diritta a rovescia, e viceversa, può diminuire la velocità di lavorazione.



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        fig.1                                                        fig.2
        1) Tenere il ferro con le maglie nella mano destra e avvolgere il filo sopra la sinistra, tenendolo tra il mignolo e l'anulare e girandolo due volte intorno all'indice. Il filato dovrebbe estendersi circa 5 cm dalla prima maglia. 
        2) Trasferire il ferro con le maglie nella mano sinistra e allontanare l'indice, tirando il filo davanti al ferro. Usando il pollice e il medio, spingere la prima maglia in su vicino alla punta. * Inserire il ferro destro nel davanti della prima maglia, da destra verso sinistra. 

        fig.3                                                                fig. 4
        3) Voltare il polso sinistro in modo che il filo sull'indice venga in avanti, poi spingerlo indietro e in giù con il ferro destro per ritirare un anello attraverso la maglia. Contemporaneamente, spingere la maglia sul ferro sinistro verso la punta.
        4) Far scivolare la prima maglia dal ferro sinistro e raddrizzare l'indice per stringere la nuova maglia sul ferro destro. * Ripetere i passaggi tra gli asterischi, spingendo le maglie in avanti sul ferro sinistro con il pollice e medio, spingendo le maglie indietro sul ferro destro con il pollice.

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